A metà degli anni Settanta nella zona di Pian di Massiano, allora solo una periferia verde immersa tra le campagne, prese vita un nuovo impianto destinato a cambiare il volto di questa zona, lo Stadio Renato Curi, costruito in soli 92 giorni, che trasferiva al di fuori del centro storico l’attenzione per la dimensione sportiva e non solo. Mentre Perugia si trasformava, Pian di Massiano diveniva con il tempo un’area dalle molte vite: venne progettato il percorso vede e progressivamente altre infrastrutture destinate a sport ed eventi. Oggi, questa zona rappresenta uno snodo importante nella vita cittadina, uno spazio urbano multifunzionale dove si incontrano molti interessi in un contesto che unisce natura e aggregazione. Dal 2008, l’area ospita il terminal del Minimetrò che la collega al centro storico, un tentativo di implementare la mobilità sostenibile e inclusiva.
Luogo di socialità – I tasselli di questo luogo non si fondono ma si completano a vicenda convergendo nell’area verde della città. Tra campi sportivi, piscina e la recente area commerciale, svetta il palazzetto dello sport Palabarton, recentemente ristrutturato e ampliato a seguito di un investimento ingente. Al suo interno troviamo inaspettatamente una piccola perla associativa: l’ADS-APS Pian di Massiano che da 22 anni anima il territorio con moltissime attività motorie, ricreative e culturali. Ho avuto modo di incontrare l’attuale presidente Lamberto Prelati, che ci ha raccontato lo spirito e la storia della sua associazione.
Io non sono tra i soci fondatori ma mi sono unito qualche anno dopo, quando l’associazione era già partita come una sorta di ‘costola’ dell’Unitre, l’Università della terza età – spiega Lamberto – Dopo i primi anni Duemila, alcuni iscritti sentirono il bisogno di staccarsi e dare vita a una realtà indipendente, ma con lo stesso obiettivo di fondo: promuovere l’invecchiamento attivo, in un periodo in cui sul territorio c’era molta domanda e poca offerta. Siamo partiti come una piccola realtà, mentre oggi contiamo più di cinquecento iscritti, nove corsi attivi con insegnanti qualificati e tre turni settimanali: proponiamo attività motorie, creative e culturali aperte a tutti”.
La scelta di questo luogo per l’associazione non è stata casuale: “All’inizio i nostri corsi erano soprattutto legati all’attività motoria e questa zona era già da tempo un punto di riferimento per chi praticava sport, sia all’aperto, sia nelle strutture come gli stadi sia per il palazzetto dello sport. Abbiamo avuto l’opportunità di ottenere uno spazio all’interno dell’attuale Palabarton e lo abbiamo mantenuto fino a oggi, anche se non senza difficoltà”. Lamberto descrive il territorio in cui opera con l’associazione come un’area di passaggio: “Non ci sono residenti, le persone frequentano l’area verde per passeggiare e rilassarsi, ma non è uno spazio di permanenza stabile. Credo che abbia un grande potenziale, in parte già valorizzato dagli interventi dell’amministrazione nel tempo che hanno reso l’area più attrattiva: basti pensare al Barton Park che è stata una boccata di aria fresca. Ora però è importante garantire una manutenzione, che comporta costi non indifferenti”.
L’associazione in più di 20 anni ha avuto modo di testimoniare il cambiamento di territorio e relazioni. Oggi, ci spiega il presidente, “c’è una maggiore consapevolezza dei benefici dell’attività fisica e le proposte si sono moltiplicate nel tempo. Si avverte una forte voglia di socializzare e stare insieme: quando organizzano delle uscite, la risposta è sempre positiva. In fondo l’associazione è nata proprio per questo e si è ampliata perché tra le persone anziane esiste un bisogno reale di aggregazione, fondamentale anche per prevenire la solitudine”.
Area centrale – Allontanandoci dal polo sportivo e attraversando la strada ci dirigiamo verso il parcheggio polivalente, dove, oltre lo storico mercato del sabato mattina e le fiere stagionali, c’è un appuntamento fisso del giovedì con Campagna Amica, mercato contadino organizzato da Coldiretti che collega direttamente produttori locali e non e consumatori, nel quale si vendono prodotti freschi, di stagione e a km zero.
Ho avuto il piacere incontrare un osservatore privilegiato, Peter Virdis, titolare dell’Azienda Agraria Solana, che ogni giovedì presidia le corsie del mercato di Campagna Amica al Pian di Massiano. Originario della Sardegna ma umbro d’adozione, cresciuto tra le vie di Perugia, Peter lavora in questo mercato da circa sette anni. “Conoscevo già questa zona – racconta – perché da sempre il sabato mattina c’è il mercato principale della città. È un’area legata allo stadio, ai bar e alla zona commerciale che frequentavo per svago. Solo da qualche anno è diventata un luogo di lavoro: questo mi ha permesso di conoscerla in modo diverso”.
Peter rappresenta la seconda generazione dell’azienda agricola di famiglia, fondata nel 1986 e da lui rilevata nel 2008. Poco dopo ha scelto di puntare sulla vendita diretta nei mercati. Quanto al pubblico del giovedì Peter ci descrive una clientela di persone che lavorano, in una fascia d’età compresa tra i 40 e i 60 anni, che ritagliano “dieci, venti minuti, mezz’ora” per fare la spesa. Circa il 30% è costituito da pensionati, anche se, dopo il periodo della pandemia, la loro presenza si è ridotta sensibilmente. I giovani restano una minoranza.
Negli anni qualche cambiamento c’è stato, spiega Peter: “Dopo il 2020, quando siamo tornati a fare mercato, abbiamo visto un aumento di affluenza, come se ci fosse una diversa consapevolezza e la sensazione che il mercato potesse essere un buon punto di ripartenza”. Successivamente, l’andamento ha avuto alti e bassi, fino a trovare una propria stabilità. Rimane però un problema di divulgazione. “Ancora oggi qualcuno resta perplesso quando dico che siamo qui il giovedì, perché non lo sapeva. Si potrebbe fare molto di più”, sottolinea Peter. Questo mercato è più piccolo rispetto allo storico appuntamento del sabato mattina, da sempre radicato nella collettività. Proprio per le sue dimensioni ridotte è meno dispersivo e chi viene lo fa principalmente per acquistare, con un’attenzione più mirata e consapevole. Sulla zona, il giudizio è nel complesso positivo. “È comoda, facilmente raggiungibile, dotata di ampi parcheggi e ben mantenuta, la sensazione è che si stia popolando di nuove attività. Se devo fare una critica però, riguarda i servizi per chi lavora al mercato: mancano i servizi igienici e la presenza di un unico attacco alla corrente elettrica rende il lavoro più complicato”.
Il mercato è un luogo di incontro e di scambio che influenza i tessuti urbani in cui si insedia con un’economia di prossimità che richiama la socialità e passeggiando tra i banchi degli ambulanti troviamo legami fatti di parole e appuntamenti settimanali, dove si mette in pratica una diversa scelta di consumo. Pur trovandosi in una zona periferica, quello di Pian di Massiano è un mercato sentito dalla comunità, conserva una forte centralità e offre molte comodità. Rispetto ad altri quartieri meno conosciuti dove si svolgono mercati simili, la differenza in termini di affluenza, secondo chi ci lavora, si percepisce.
Punto di incontro – In questo equilibrio tra movimento e sosta si inseriscono le attività commerciali che intercettano i passaggi quotidiani. Nella zona commerciale adiacente alla stazione del Minimetrò, ho il piacere di incontrare Vilma, titolare de La Pastasciutta, un piccolo punto di riferimento per chi cerca un pranzo veloce o il sapore della pasta fresca fatta in casa. Da dieci anni la sua attività si trova accanto al capolinea, anche se la sua storia professionale è molto più lunga: quasi quarant’anni di lavoro, di cui trenta nella zona della stazione. Racconta che un giorno, passando in Minimetrò, notò i locali sfitti e il grande parcheggio gratuito e capì che quello era il posto giusto. All’inizio il negozio era più piccolo, con il laboratorio e pochi tavoli; solo dopo, vista la richiesta, ha ampliato la sala pranzo e creato un’area ristoro a oggi molto frequentata.
In questi anni ha visto la zona cambiare, all’inizio l’area commerciale era vivace, con molti negozi e una rete di attività diverse che collaboravano tra loro. Dopo la pandemia, però, diversi esercizi non hanno riaperto e oggi molti locali sono chiusi creando un’atmosfera malinconica. La sua attività ha resistito anche perché la pasta fresca continua ad attirare clienti affezionati: famiglie, persone anziane, ex clienti storici che l’hanno seguita fin qui. Con il trasferimento la clientela si è ampliata e diversificata, soprattutto grazie ai pranzi veloci: turisti diretti in centro, autisti dell’ATM, studenti universitari, impiegati degli uffici.
Vilma ci racconta un’esperienza positiva, dove la stazione del Minimetrò ha avuto comunque un ruolo: “Molte persone arrivano dal centro o dalla stazione, si fermano a mangiare e poi ripartono, e nei periodi di eventi come Eurochocolate o Umbria Jazz il locale si riempie. Il parcheggio gratuito e la comodità della zona invogliano molti a fermarsi qui prima di visitare Perugia. Ci sono anche delle cose da migliorare ovviamente, ad esempio la viabilità durante gli eventi o la difficoltà per chi non ha l’auto e trovare vie alternative di trasporto, qui il servizio dei pullman è davvero scarso”. Sono le piccole attenzioni, spiega Vilma, che potrebbero dare ancora più vigore a una zona che già oggi funziona e accoglie ogni giorno tante persone di passaggio. “Se dovessi scegliere una parola che rappresenta questa zona sceglierei la ‘passeggiata’ perché qui perugini lasciano l’auto, camminano nel verde, si incontrano e si muovono tra attività sportive, possono scegliere di salire a fare un giro in centro o fermarsi per un aperitivo”.
I racconti di chi vive questo territorio non ci rappresentano un luogo statico ma in continuo movimento: Pian di Massiano è una zona di transito che vive dei flussi di chi arriva, si ferma per qualche ora per svago o necessità e poi riparte. Ma questo aspetto non gli vieta di avere un proprio corpo e una propria identità, si apre come una porta di accesso sulla città che consente di raggiungere i suoi molti spazi e le sue diverse anime.
