Da maggio 2025 la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) del Trasimeno è operativa, con enormi vantaggi dal punto di vista ambientale e sociale
Era marzo 2022 quando Andrea Bernardoni ha organizzato un seminario in collaborazione col Comune di Castiglione del Lago per spiegare alla cittadinanza cosa siano le comunità energetiche rinnovabili.
“Si tratta di un insieme di cittadini, enti del terzo settore, imprese e amministratori pubblici che si mettono in rete per condividere l’energia prodotta da fonti rinnovabili. L’energia prodotta da un socio della CER viene condivisa, e quindi consumata, da un altro socio. In altre parole, si parla di comunità perché c’è di base il principio della ‘porta aperta’: tutti e tutte possono diventare soci della comunità energetica, purché all’interno del perimetro territoriale stabilito dalla cabina primaria del fornitore, che nel nostro caso copre i comuni di Castiglione, Paciano, Passignano, Città della Pieve e Tuoro”.
Il seminario divulgativo promosso da Andrea, nonostante i timori e le lievi restrizioni per gli assembramenti allora previsti, è stato così partecipato che un gruppo di cittadini, già attivi nel mondo delle imprese sociali, ha deciso di costituire la CER. Andrea ne è diventato presidente. Si era avvicinato a questa idea dopo aver studiato il modello delle cooperative energetiche presenti sulle Alpi, come quelle distribuite nelle valli di Funes o in Val Venosta, dove gli impianti idroelettrici hanno reso intere aree autosufficienti dal punto di vista energetico: “Quando negli anni 2000 ci fu un blackout in tutta Italia, le foto satellitari mostravano il Nord completamente al buio, meno che nelle zone dove si erano autorganizzate quella trentina di cooperative, che apparivano come una costellazione di luci”.
Le cooperative energetiche e le CER sono animate dagli stessi principi, sebbene una differenza fondamentale risieda nel fatto che queste ultime non sono proprietarie degli impianti: le comunità si affidano, infatti, alle grandi società distributrici di energia e non la vendono direttamente ai soci. La comunità condivide l’energia rinnovabile prodotta da un socio, riceve l’incentivo statale e lo eroga a sua volta tra consumatori e produttori. Le CER sono state disciplinate in tal senso nel dicembre 2021 dal governo: “Lo Stato fornisce alle comunità energetiche un incentivo di dodici centesimi per chilowattora, quindi più di un terzo del costo richiesto in bolletta da un qualunque fornitore. Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) è l’ente che certifica le comunità energetiche e che annualmente fa il calcolo dell’energia che la comunità ha condiviso, erogando un incentivo che viene poi ripartito dalle CER tra consumatori e produttori di energia, secondo percentuali arbitrarie. Nel nostro caso, al Trasimeno abbiamo deciso di spartirlo in parti uguali: sia produttori che consumatori di energia rinnovabile ottengono un 45% dell’incentivo che riceviamo, e il 10% alimenta un fondo per il contrasto della povertà energetica”.
Negli ultimi anni sono aumentate nel nostro Paese le famiglie che vivono in uno stato di povertà, che è multidimensionale: economica, sociale, culturale e anche energetica. Se non si è in grado di pagare una bolletta a causa di scarse risorse economiche, le conseguenze, in caso di interruzione della fornitura, si manifestano in disagi inimmaginabili, come nell’impossibilità di illuminare la propria abitazione, o di scaldarla.
“Considerato che installare un impianto fotovoltaico in una comune abitazione costa un minimo di cinquemila euro, che i picchi di produzione energetici avvengono di mattina, quando le case sono vuote, il consumatore adopererà solo il 30% dell’energia alimentata dal suo impianto. Se, invece, quest’ultimo viene messo in rete in una CER, i vantaggi ambientali e ingegneristici sono notevoli: il surplus di energia rinnovabile prodotta non viene reimmessa negli impianti ad alta tensione, provocando dispersione energetica e instabilità della rete, ma viene consumata all’interno del territorio”.
La CER del Trasimeno, operativa in modo effettivo da maggio 2025, è adesso partita con la fase di coinvolgimento più ampio della cittadinanza: “I soci attualmente sono più di dieci, tra cui un imprenditore che ha conferito un impianto di medie dimensioni, e il Comune di Castiglione che ha inserito come consumatori gli edifici scolastici. Il nostro obiettivo è di arrivare a fine 2026 ad avere due megawatt di potenza installata a servizio di mille soci”. Questo proposito Andrea vuole raggiungerlo formando le associazioni del territorio sui vantaggi della CER. Destinatari di questa formazione saranno infatti, a breve, gli operatori della Caritas locale, che saranno così in grado di veicolare tali benefici alle categorie fragili, vittime della povertà energetica di cui sopra. Esiste, dunque, anche un risvolto sociale legato alle comunità energetiche rinnovabili: “L’idea è quella di rendere queste comunità non virtuali, ma reali. Ce lo permette la dimensione locale delle stesse CER, e il fatto che la conoscenza dei dati dell’utenza consente di intervenire in supporto di chi ha più bisogno”.
