Il tempo della raccolta.

È il momento di raccogliere. Giugno è il mese in cui si chiuderanno i cerchi che abbiamo cominciato a tracciare fin dai primi passi di Tralci. E quindi ci saranno gli spettacoli dei laboratori teatrali, la mostra del laboratorio di fotografia narrativa e quella del laboratorio di fumetto, le letture marmocchie, le performance estemporanee dei cori. E, a fine mese, la terza edizione di Parole Abitate. A essere onesto devo ammettere che ormai da tempo ho imparato a dare molto più valore ai processi che ai risultati. Forse non in tutti gli ambiti della mia vita, perché in certe occasioni i risultati – i buoni risultati – servono eccome, però quando si tratta di formazione, a scuola o fuori dalla scuola, e quando si tratta della costruzione di reti, mi pare evidente che conti di più ciò che si vede e si prova durante il percorso, non alla fine. Si viaggia per viaggiare, e per imparare a viaggiare. No?

Ad ogni modo in questo numero troverete molte tracce di Tralci. Siamo d’altronde particolarmente felici dell’interesse che le nostre iniziative hanno suscitato nelle comunità di Castiglione del Lago, Corciano, Magione e Perugia. Il loro successo è anche un messaggio per le amministrazioni comunali, che nell’organizzazione ci hanno fornito un grosso sostegno e a cui siamo molto grati: se hanno funzionato una volta, continueranno a funzionare; fateci un pensiero per il futuro, con noi o senza di noi.

Però troverete anche parecchio altro. Un lavoro ampio e impegnativo sui soggetti che si occupano di violenza di genere e sostegno alle donne, e che propongono iniziative che fanno ogni giorno di più della questione femminile una questione politica, in questi territori: bravissime le donne di “Luoghi Comuni” che se ne sono occupate. E poi altre storie che a me paiono bellissime, e scritte molto bene, come e più di sempre. Le vecchie barche del Trasimeno, la sfida impossibile delle biciclette a Perugia, l’altro lato della vita delle donne – ancora donne – che si prendono cura dei nostri vecchi per consentirci di vivere le vite che ci siamo costruiti. E poi la consueta striscia a fumetti di Claudio Ferracci, certo, che vorremmo non finisse mai. E che dire della copertina regalataci da Francesco Capponi, vecchio amico di Luoghi Comuni che abbiamo imbarcato in nuove avventure? Splendida.

Buona estate, insomma. Venite a trovarci, in queste settimane ci troverete pressoché dappertutto.