Per molte buone ragioni. Le due azioni di Micro Teatro a Perugia e Corciano
Perché ancora un laboratorio di teatro? Non sempre si valutano le potenzialità di analisi sociale che un ambiente naturalmente inclusivo come il teatro può offrire. Per darne un un breve resoconto non si prendono come riferimento lo spettacolo finale o i momenti di preparazione dello stesso, ma l’intimità che i partecipanti a un percorso teatrale creano fra loro durante tutto il processo di lavoro. Un laboratorio teatrale è uno spazio, in primis, di conoscenza e narrazione di sé; quindi, uno luogo in cui sentire l’altro a 360 gradi; infine un terreno di coltura in cui condividere idee e azioni. L’incontro porta a germinazioni spesso inaspettate e non sempre legate alla produttività. Si instaurano amicizie e simpatie, si condividono epifanie momentanee, ci si tocca con tutti i sensi,
Nello specifico, l’azione In-Tralci, all’interno del progetto Tralci, costituita da due laboratori teatrali condotti da gennaio a giugno 2025 dagli operatori di MTTM Micro Teatro Terra Marique APS, ha permesso di sperimentare la relazione in modo “altro” rispetto alla quotidianità. Due percorsi molto diversi tra loro che hanno restituito alla comunità output sorprendenti e tra loro opposti, ma che, al di là delle prestazioni artistiche in sé, hanno offerto importanti spunti di osservazione sociale.
Un primo nucleo di lavoro, partito ai primi di gennaio con quindici componenti, costituito in prevalenza da ragazz* della fascia venti/quaranta anni, ha fin da subito espresso il desiderio di incontrare il pubblico appena possibile; partendo dalla scrittura scenica (derivante da improvvisazioni), da una successiva revisione drammaturgica e registica, si è arrivati alla costituzione di uno spettacolo. Mentre il secondo gruppo, reso necessario in conseguenza del successo della proposta, frequentato da un’utenza più adulta, si è dedicato alla narrazione, al ricordo, alla scrittura creativa, senza un vero e proprio obiettivo finale.
A una prima e sbrigativa osservazione, i due laboratori non costituiscono di per sé un unicum nel panorama culturale della regione. Tuttavia le azioni hanno dato modo agli operatori di confrontare due gruppi di contatto che hanno evidenziato aspettative, ritmi, ed esigenze diametralmente opposte. Due modalità che rappresentano due anime presenti nei territori e che hanno avuto e ancora hanno necessità di trovare il proprio spazio. Se da una parte il gruppo giovane in breve ha trovato un affiatamento, tempi di reazione veloci se non istantanei, risate e momenti di condivisione molto fisici, dall’altra il gruppo “over” ha inserito tra le parole pronunciate, il silenzio, la pausa, il sorriso, gli occhi lucidi, i sospiri; i partecipanti si sono offerti l’un l’altro delicatamente, in un tempo lungo, restituendo tuttavia, momenti densi di emozioni.
I risultati offerti alla comunità hanno seguito le diverse energie dei due gruppi. Gli adulti hanno inaugurato la stagione delle aperture al pubblico, incontrando, presso la sede operativa di MTTM in via Settevalli, un ristretto numero di ospiti; offrendo una lettura intima di una serie di scritti, curati e raccolti dagli operatori del laboratorio. Un incontro che ha condiviso i ricordi, i sogni, le speranze intorno al concetto di comunità, quartiere, radici. Le voci tremanti e qualche incertezza dei lettori hanno tuttavia arricchito le parole dei testi presentati contribuendo al successo in termini emotivi della serata.
I “giovani” a fine giugno hanno animato e contagiato con la propria vitalità gli abitanti del rione Il Rigo di Ellera di Corciano, presentando, presso l’anfiteatro della zona Amori, spettacolo di sessanta minuti, in cui in modo brioso e scanzonato si narrano le vicende di quattro sorelle, che un po’ come le protagoniste del romanzo Piccole donne, tra conflitti e malintesi, sono alla ricerca della propria anima gemella. La serata, aperta all’intera comunità, ha registrato il tutto esaurito, un notevole gradimento da parte del pubblico e l’apprezzamento dei dirigenti della locale associazione di quartiere coinvolta, così come il Comune di Corciano, nell’organizzazione della serata.
Al termine dell’azione progettuale si è evidenziata la notevole necessità da parte dei molteplici attori presenti nella comunità di conoscersi, viversi insieme, costituirsi in gruppo. E sia i giovani, con una modalità diretta, irruente, non senza passeggeri malintesi, che le generazioni più grandi, a volte con più diffidenza, ma sicuramente con una migliore accuratezza nella gestione dei rapporti, hanno evidenziano come il teatro nelle sue mille accezioni ed espressioni possa essere un luogo protetto in cui aprirsi e creare relazione. Per cui, tornando alla domanda iniziale, si è certi che un laboratorio di teatro, in tutte le sue forme ed espressioni, è ancora necessario! Perché nel deserto digitale in cui la società sta prosciugando la propria umanità è ancora un’oasi di empatia a cui abbeverarsi.
Claudio Massimo Paternò













