Giulio

Giulio Guiducci ha terminato da poco l’esperienza come portiere junior nel progetto Regeneration Center. Oggi entra nella famiglia dei portieri di Agenda Urbana, con il compito di prendersi cura degli spazi urbani e delle persone nell’area di via dei Filosofi, Fontivegge e Madonna Alta. Giulio ha ventinove anni, è nato a Perugia e abita in via della Pallotta. Ex studente della facoltà di Agraria, si presenta come un ragazzo giovane e determinato che già possiede la consapevolezza delle attività da svolgere ed è preparato alle difficoltà che si possono incontrare. “Nell’esperienza con Regeneration Center è stato difficile soprattutto far capire alle persone qual era lo scopo del nostro ruolo; infatti, il presidio che si svolge nel territorio è finalizzato a segnalare situazioni di degrado, sociale e urbano ma anche a stimolare la partecipazione attiva dei residenti”.

Questa nuova avventura è così la prosecuzione naturale di un percorso formativo e professionale che lo vede impegnato nel territorio già da qualche anno. “Mi piace lavorare all’aperto e incontrare quotidianamente le persone per provare a migliorare la qualità della vita – spiega – Infatti già da tempo ho rapporti e collaboro con l’associazione Filosofi…amo, molto attiva nella zona di Sant’Anna. Forse quest’area potrà essere meno preparata alla figura del portiere, ma l’aspetto positivo è che conosco bene il territorio e grazie alla presenza di un tessuto associativo forte credo che potrò contare sulla collaborazione attiva di molte persone”.

D’altro canto, Giulio, insieme alla collega Silvia, si occuperà anche del portierato di Madonna Alta e Fontivegge, che hanno caratteristiche diverse e quindi necessitano di una strategia di lavoro mirata. Emerge come qui sia potenzialmente più riconoscibile la figura, anche grazie alla continuità dell’attività già svolta nel territorio. In questo caso però il lavoro principale sarà intercettare e sensibilizzare il tessuto sociale, perché in passato sembra che ci siano state alcune resistenze da parte degli abitanti. Quello che interessa in primo luogo è la prospettiva di portare i residenti a riappropriarsi dei loro spazi, anche attraverso la stipulazione di Patti di Collaborazione per i beni comuni urbani.

“La mia speranza è che ci sia una sostenibilità futura dell’iniziativa, anche al termine di questa singola sperimentazione. Così come è accaduto in molte altre realtà in Italia e all’estero, con il sostegno dei cittadini e delle associazioni anche a Perugia potrebbe essere possibile”.

Articolo di Ilaria Montanucci