Una Babele dietro l’angolo

Una Babele dietro l'angolo

L'International Tandem all'Alphaville Café
Un rendez-vous fisso, quello del martedì sera all’Alphaville Café, situato nello spazio di un’ex libreria di via Pinturicchio. In questo luogo raccolto e intimo, tra poltrone e divani scompagnati e tavoli di ogni dimensione, durante la serata dell’International Tandem si accolgono cittadini di ogni continente. Lo scopo? Socializzare, chiacchierare con amici e sconosciuti, fra lavoratori e studenti, senza vincoli linguistici e culturali. Un confronto aperto e privo di timidezze.
Come racconta Marco Rossetti, il gestore del caffè, la strada dell’Alphaville da qualche anno è diventata una zona spopolata e “deserta”, ma da quando si è aperto il locale si è rianimata, trasformandosi nel ricettacolo di una realtà perugina pulsante e multietnica. «Per chi vive a Perugia – spiega Marco – l’International Tandem è un modo per approcciare delle persone che è difficile conoscere in un contesto sociale “vivo”. Tutti quegli studenti stranieri che si vedono passare per strada, senza quest’iniziativa per un residente rimarrebbero una presenza anonima».
Chi si occupa dell’organizzazione della serata è Alessandro Picottini, il quale già da sette anni è impegnato nella promozione di attività che hanno come obiettivo lo scambio fra stranieri e italiani. Da ottobre, ha rielaborato questa proposta in una versione mondana, usando l’Alphaville come location. Alessandro racconta: «Durante il primo di questi incontri, a ottobre, decisi di dividere i tavoli per lingua e di realizzare un “tandem standard” (francese-italiano, spagnolo-italiano e così via). Fu da subito una cosa impossibile: l’evento ebbe molto successo e c’era troppa gente per attuare una disposizione del genere».
Fu allora che ad Alessandro venne in mente l’idea di stampare delle bandierine stick, da donare ai partecipanti: «Volevo regolarizzare questa cosa, di modo che le persone sapessero subito quale lingua parlasse il loro potenziale interlocutore. Inizialmente ho stampato le bandierine degli idiomi principali, ma presto cominciarono ad arrivare le richieste dei ragazzi che volevano distribuissimo la bandiera del loro Paese». E come reagiscono i perugini a quest’evento? Anche il donca si mescola alla erre moscia dei francesi e alle note taglienti degli orientali? «I primi mesi – dice Alessandro – i perugini non venivano quasi per nulla. Da febbraio, invece, anche la loro è diventata una presenza importante. Perugia è una realtà anomala, e l’Alphaville vorrebbe aiutare a riportare la vita dentro le mura della città».
All’Alphaville Café ogni martedì si stampano le bandierine di più di sessanta Paesi del mondo. Lo sticker non è soltanto un simbolo identificativo, ma è anche un gioco: chi viene all’International Tandem e attacca bottone con uno sconosciuto molto spesso usa la “scusa della bandierina”, cercando di far indovinare all’altro di quale Paese sia. La musica è bassa per favorire le conversazioni, fatte di una miscela di suoni e accenti differenti. Attraverso il dialogo, le diversità si avvicinano e allo stesso tempo si accentuano, nel gesto orgoglioso di appuntarsi sul petto, sulla fronte, sulle mani la bandiera del proprio Paese e, allo stesso tempo, nel desiderio di scoprire una porzione di mondo posta a centinaia di migliaia di chilometri dalla propria.

Testo di Ivana Finocchiaro

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