Un portiere per rivivere Porta Pesa

Recandomi presso una pizzeria di Porta Pesa, all’improvviso, appare davanti a me un pitbull dal pelo scuro. Rallento fino a fermarmi, mi rendo conto che l’animale ha uno sguardo tranquillo. Mi fermo tre secondi a salutarlo prima di entrare. Mi siedo nell’intento di mangiare, il pizzaiolo mi chiede se posso lasciare il cane fuori, gli rispondo che l’animale non è mio. Senza esito nella ricerca del padrone, il pizzaiolo fa un cenno in strada a qualcuno un po’ lontano. Trenta secondi ed entra Constantin. Capellino blu scuro, maglietta rossa, pantaloni grigi e volto curioso. Constantin asseconda la richiesta del pizzaiolo, prende il cane e lo porta via. Seduto al tavolo, finendo di mangiare un trancio di pizza, sento una voce dietro di me: «Eccolo, il portiere di Porta Pesa».
Esco dalla pizzeria, cammino verso la fermata dell’autobus, proseguo fino all’angolo dell’edificio dove hanno appeso un cartello della Stamperia del Borgo, lì si apre una piccola e gradevole isola urbana. Una piccola piazzetta recintata di fiori, pulita e ordinata. Appeso al muro, c’è un grande cartellone con su scritto “Il portiere di Porta Pesa”. Sotto, seduto su una sedia, proteggendosi dal sole con il cappellino blu, mi sorride Constantin.
Constantin è il Portiere di quartiere, colui che custodisce il bagno pubblico aperto due mesi fa nell’ambito del progetto europeo Sme-city che vede la collaborazione tra il Comune di Perugia, l’associazione Rivivi Borgo Sant’Antonio e la cooperativa Borgorete nella zona di Porta Pesa. Attraverso Sme-city, un progetto di respiro urbano, i tre soggetti hanno cercato di dare una risposta concreta a una piazza che altrimenti sarebbe rimasta una delle zone degradate della città. Sme-city ha mosso i suoi primi passi cercando di capire le criticità dell’area e raccogliendo la percezione negativa dei residenti rispetto all’uso che ne veniva fatto. Era un luogo asettico, dimenticato, privo di senso, da cui il più delle volte si poteva sentire lo sgradevole odore proveniente dal sottopasso usato come gabinetto all’aria aperta. In risposta a questo problema sono stati riaperti i bagni pubblici della piazzetta, chiusi ormai da anni; i residenti sono stati coinvolti, tramite l’associazione, per individuare una persona che diventasse il Portiere di Porta Pesa e per elaborare un mansionario che garantisse la cura della piazza. Constantin continua a sorridermi, lo saluto, mi giro e continuo a camminare verso la scuola. Sento la sua voce dietro di me, alzandosi dalla sedia mi chiede di usare il sottopasso per attraversare la strada. Entro nel sottopasso e – che grande sorpresa! – trovo la Galleria d’Arte dei Piccoli.

Testo di David Montiel

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