Un ponte da costruire insieme

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Un ponte da costruire insieme

Al via la terza edizione del Musa Festival, occasione per il dialogo e l’arricchimento culturale

Si è tenuta a Perugia martedì 9 giugno l’inaugurazione del Musa – Music Assisi Festival 2015, che come ogni anno si propone di favorire il dialogo interculturale attraverso la musica al fine di creare scambio, mediazione e tolleranza tra i popoli. In una Sala dei Notari gremita per l’occasione, la conferenza è stata aperta dallo splendido concerto del Coro dell’Università per Stranieri di Perugia Voci dal Mondo, diretto dal maestro Albero Bustos, che ci ha trasportato con le sue melodie provenienti da tutto il mondo, eseguendo dalle arie più famose ai canti popolari più sconosciuti.

L’attenzione si è poi concertata sui protagonisti della giornata: Ivana Dama, fondatrice e socia della sezione italiana dell’IRA Mauritania (Initiative Résurgence Abolitioniste – Rinascita del Movimento Abolizionista), e Yacoub Diarra, attivista per i diritti umani e presidente del Comitato di Pace per la difesa dell’IRA. I due, compagni sia nella lotta pacifica per la libertà che nella vita, hanno lanciato un forte messaggio a tutti i presenti attraverso la loro testimonianza della difficile situazione del paese d’origine di Yacoub, la Mauritania, ancora oggi vittima della discriminazione e dello schiavismo. Un messaggio che si basa sui concetti di cambiamento, verità, pace, e coraggio. Tutte queste parole però sono inutili se non viene affiancata loro la mediazione linguistica e culturale. E ne è la prova proprio questa coppia interculturale, che insieme ha deciso di alzare la voce e denunciare il terribile quadro mauritano, facendoci riflettere sul fatto che al mondo esistono innumerevoli circostanze simili a quella da loro descritta, ma che vengono ignorate per mancanza d’informazione o, nel peggiore dei casi, di interesse.

È stata senz’altro un’occasione importante per tutti gli studenti dell’Istituto Universitario di Mediazione Linguistica di Perugia presenti, che avrà senz’altro fatto comprendere loro ancora di più il valore e la rilevanza del loro ruolo una volta usciti dal proprio percorso di studi. L’incontro è stato concluso da una ex studente del suddetto istituto, Francesca Medda, che ha presentato Open Planet, organizzazione di cui lei stessa fa parte e che si occupa della realizzazione di documentari di viaggio in giro per il mondo per dare visibilità a un buon numero di progetti umanitari sostenibili, come ad esempio nel Nepal, l’ultima vittima di un disastro naturale.

Francesca è la prova che incontri del genere non solo sono formativi, ma ci aiutano soprattutto a prendere coscienza di quello che ci circonda e a fare qualcosa per cambiare, seppur nel nostro piccolo, il mondo. Un esempio da seguire.

Testo di Matteo Venanzi

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