Trasgressione e consapevolezza. Si può

foto di Kecko

Trasgressione e consapevolezza. Si può

Il ciclo formativo del Protocollo istituzionale sulle dipendenze giunge al termine con due laboratori dedicati a scuola e adolescenza

Finalmente le scuole. Comunicare, condividere, partecipare, il ciclo formativo organizzato dal Protocollo istituzionale sulle dipendenze, giunge al termine con due laboratori di importanza cruciale. L’estate che si sta avviando alla conclusione ha riportato alla ribalta la questione dell’uso di stupefacenti da parte dei minorenni. Sotto accusa, come sempre, sono finiti gli spazi più che i contesti e i modelli sociali e culturali. Chiudere una discoteca, d’altronde, è una soluzione semplice, eclatante e, per certi versi, rassicurante. Ma basta ragionarci su un minuto per capire che si tratta di una risposta dall’efficacia illusoria.

Di sicuro c’è che l’asticella si è abbassata molto. Anche dalle nostre parti, il consumo e l’abuso di alcol e droghe pesanti sono abitudini ordinarie di molti adolescenti. Ogni giorno di più. Ora, la sfida sta tutta nell’affrontare la faccenda senza banalizzare. Partendo da un dato di fatto inconfutabile: la trasgressione è una componente naturale e per molti versi salutare della giovinezza. Qui si tratta di elaborare strategie per educare i ragazzi alla consapevolezza delle proprie azioni e delle proprie risorse. Molto più in là, forse, è impossibile e infruttuoso cercare di andare. I laboratori di Comunicare, condividere, partecipare, d’altronde, servono proprio a questo: trovare un territorio comune su cui muoversi per approcciare il problema in maniera equilibrata e produttiva.

Il primo si svolgerà lunedì 21 settembre e lunedì 5 ottobre. Il titolo è “La prevenzione universale: educare alla salute e ai comportamenti responsabili”, e condurre le danze toccherà allo psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai. Si discuterà di esperienze locali, nazionali e internazionali, con un approfondimento sulle linee guida messe a punto dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona su metodologie e approcci efficaci. Il secondo e ultimo laboratorio, “La prevenzione selettiva e mirata con i giovani: comprendere e accogliere i possibili segnali di disagio individuale, compreso il consumo di sostanze psicoattive”, avrà luogo lunedì 12 e lunedì 19 ottobre, e il relatore sarà il vice-presidente del Gruppo Abele Leopoldo Grosso. Qui si tratterà di fare uno sforzo in più, quello di dotarsi di strumenti idonei a intercettare precocemente sintomi di disagio individuale, per arrivare alla determinazione della presa in carico. Le quattro sessioni saranno ospitate da Villa Umbra, a Pila, i partecipanti sono quelli di sempre, e cioè gli operatori della rete dei servizi sanitari e sociali, le istituzioni, le forze dell’ordine, la stampa e naturalmente il corpo docente locale.

Testo di Giovanni Dozzini

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