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L'edizione cartacea si prende una pausa. Ma «Luoghi Comuni» continuerà a esistere sul web

«Luoghi Comuni» a ottobre non andrà in stampa. Non è esattamente una notizia, perché abbiamo avuto modo di annunciarlo già in occasione della cena di sottoscrizione al Circolo del Tempo Bono del 25 settembre scorso. E non è neanche una sorpresa, considerando che ormai da mesi nei nostri editoriali vi confidiamo lo stato di salute precaria del giornale. In realtà sono le nostre casse a esser messe male, perché per il resto stiamo molto bene. Tanto che, e in questo momento per noi è il dato più importante, «Luoghi Comuni» continuerà a esistere in versione on-line. I nostri articoli, i nostri servizi, le nostre rubriche, li troverete tutti su questo sito, che a partire da adesso funzionerà come un vero e proprio portale di informazione e approfondimento, con aggiornamenti perlomeno settimanali e contenuti in continua evoluzione.

Intendiamoci, questa non vuol essere una fine, ma una pausa. La pubblicazione del magazine cartaceo non è cessata, ma sospesa. Siamo convinti che le cose possano cambiare nel giro di pochi mesi. E ne siamo convinti perché ogni giorno ci imbattiamo nell’affetto, nella generosità e soprattutto nell’interesse nutriti dai perugini nei nostri confronti. L’impressione è che in questo anno e mezzo «Luoghi Comuni» si sia costruito un’identità forte, riconoscibile, e che esista una parte di città non disposta a rinunciarci troppo facilmente. Abbiamo raccontato storie che gli altri di solito non raccontano, e abbiamo cercato di farlo in maniera insolita, irregolare, dando fiducia e chiedendo fiducia alle persone con cui abbiamo avuto a che fare, offrendoci come megafono e proponendoci come compagni di viaggio. È stato molto bello. E non vogliamo fermarci qui.

C’è un motivo per cui teniamo tanto alla nostra edizione cartacea. Per molti dei nostri lettori sarà ancor più che intuitivo: chi conosce «Luoghi Comuni» sa che la sua forza non sta solo in ciò che c’è scritto, ma anche in come ciò che c’è scritto viene presentato e incorniciato. La forza di «Luoghi Comuni» sta nelle sue immagini e nei suoi colori, nel suo impatto visivo. Il sito va bene, a noi sembra molto bello e siamo sicuri che funzionerà alla grande, ma la carta ha un altro senso. E cioè quello di arrivare a gente non avvezza alla tecnologia, al computer, a internet. Noi vogliamo rivolgerci a tutta la città, perché tutta la città deve rendersi conto di valere più di quanto non si racconti in giro. E allora il cartaceo è un mezzo imprescindibile. Forse non potremo più permetterci di distribuirlo gratuitamente, il che non sarebbe necessariamente un peccato o un limite, forse la cadenza diventerà bimestrale. O forse no. Nei conti che stiamo facendo sul nostro futuro rientrano anche questi ragionamenti. Staremo a vedere.

In definitiva, nelle prossime settimane non troverete «Luoghi Comuni» nei bar e nei locali di Perugia. Per noi è un piccolo dolore, ma siamo fiduciosi. Sappiamo peraltro che se siamo giunti a questa situazione molte delle responsabilità sono nostre. Aver lavorato gratis negli ultimi dieci mesi non è per forza un merito, se l’esito è l’arenamento del progetto. Eppure le idee non ci mancano. Magari non avremo il bernoccolo degli affari, però di idee ne abbiamo eccome.

Non smetteremo di dialogare con le istituzioni, perlomeno con quelle che hanno dimostrato interesse nei nostri confronti, che in qualche maniera ci hanno sostenuto e hanno manifestato l’intenzione di continuare a farlo. E ci riferiamo in particolare alla Regione dell’Umbria e alla Prefettura di Perugia. Con gli altri enti locali questo dialogo è stato molto più complicato. Ci sono evidentemente e legittimamente altre priorità. Non possiamo che prenderne atto in tutta serenità. Di sicuro non smetteremo di dialogare con tutti i soggetti che abbiamo incrociato in questi mesi, associazioni di quartiere e culturali, cooperative e onlus, comunità di immigrati e commercianti, artigiani e artisti, docenti universitari e studenti di tutte le età. «Luoghi Comuni» tiene duro. Dovrete solo prendere l’abitudine di dare un’occhiata al nostro sito anziché sfogliare le nostre pagine. E, vedrete, sarà solo per un po’.

Testo di Giovanni Dozzini

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