Senza ostacoli

Foto di ILO/Nguyen A
Foto di ILO/Nguyen A

Senza Ostacoli

Il progetto universitario per l'accoglienza degli studenti disabili

Incontrare un dipendente pubblico che parla di principi, idee, progetti e coperture economiche non è cosa da tutti i giorni, che lo faccia in questo ordine senza lamentarsi delle pur scarse risorse è da segnare sul calendario. A noi è capitato il 5 maggio 2015 al terzo piano del dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione dell’Università di Perugia. Che il lavoro della professoressa Laura Arcangeli potesse essere tema per «Luoghi Comuni» l’avevamo intuito dai racconti di Simona che coordina per conto di BorgoRete il servizio di “tutorato universitario”. Ci disse: «Dovete incontrarla perché è una persona che ha idee e vuole aprire l’Università al territorio e superare lo stereotipo del disabile che rimane inabile ed emarginato per sempre».

Laura Arcangeli insegna Didattica speciale e progettazione degli interventi educativi e Metodologie e tecniche del lavoro di gruppo, ed è la delegata ai servizi per studenti con disabilità e con disturbi specifici di apprendimento. L’ateneo accoglie circa 20mila studenti, di cui 200 hanno un’invalidità riconosciuta superiore al 60%, tanti altri inferiore e altri ancora si rifiutano di farsi certificare una qualche problematicità per non essere discriminati, né positivamente né negativamente. La professoressa ci accoglie nel suo ufficio e ci appare da subito un vulcano in eruzione. Quello che fa evidentemente le piace, anni di studi e di lavoro l’hanno fornita degli strumenti necessari, la grinta e l’entusiasmo devono essere caratteriali ma ci confessa che quello che la rende ottimista è il mandato ricevuto dal rettore, che ha sostenuto da subito concretamente il progetto di sviluppo mettendo a disposizione risorse umane e finanziarie.

Condividiamo qui il primo apprendimento che traiamo da questa esperienza: «Quale che sia il progetto di sviluppo, per percorrerlo servono un mandato, una dotazione di risorse e un metodo». La cornice politica, metodologica e didattica è fornita dalle linee guida ideate dal CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria Delegati per la Disabilità) e approvate dalla Conferenza dei Rettori, ma detto questo è tutto da inventare e costruire.

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Partiamo dalle risorse. In epoca di crisi non è pensabile assumere personale e così il rettore Franco Moriconi ha assegnato all’implementazione del nuovo sistema sette studenti meritevoli e due assegnisti di ricerca. Tutte risorse qualificate a cui verranno affiancati i ragazzi del servizio civile, i peer e le risorse del territorio, oltre a due progetti europei già approvati. Ed ecco a voi un piccolo esercito da sostenere con professionisti e da affiancare ai volontari. Detta così è semplice ma significa partecipare a bandi, stipulare convenzioni, fare lavoro di pubbliche relazioni e soprattutto comprendere che fuori dall’università esistono risorse e competenze e che è necessario mettere in discussione le proprie modalità di lavoro.

L’importante è immaginare e governare il sistema ma tutto va costruito un passo alla volta, ed è passo passo che, insieme a un architetto, è stata ispezionata l’università valutando l’accessibilità di biblioteche, mense, aule studenti eccetera. Parallelamente è stato impostato un sistema di governo, una commissione presieduta dalla Arcangeli che comprende referenti di ogni ateneo col mandato di valutare i bisogni e incrociarli con le risorse. Fino qui abbiamo parlato delle fondamenta su cui poggerà un sistema accogliente che considererà ogni studente come una persona unica insieme alla quale costruire percorsi e progetti individualizzati sia per i 200 studenti con più del 60% di invalidità sia per tutti gli altri colleghi.

Condividiamo il secondo apprendimento che traiamo da questa esperienza: «Un sistema è accogliente se lo è per tutti e questo vale per le nostre città e per i nostri quartieri». Al primo contatto con l’ateneo gli studenti saranno accolti da personale preparato; potranno contare su counseling psicologico e metodologico didattico; l’attenzione dei docenti sarà rivolta alla storia delle persone, ai loro desideri, alle loro potenzialità per accompagnarli nella costruzione del personale progetto di vita. In campo saranno messi ausili specifici per le esigenze di persone con disabilità o dsa ma anche un sistema modulare di tutoraggio immaginato su tre livelli: tutorato da studenti peer volontari, tutorato da studenti assegnisti, tutorato specializzato con appalto esterno.

In questo breve articolo abbiamo potuto solo dare l’idea di un sistema in divenire, estremamente complesso e moderno, basato sulla centralità della persona, sulla ricerca, sulla valutazione e sulla riprogettazione costante. Un sistema che ha voluto guardare oltre mettendosi in discussione e riorganizzando le risorse.

Testo di Max Calesini

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