Perugia e la droga

Foto di Arianna Tei
Foto di Arianna Tei

Perugia e la droga. Un problema, molte risposte

Polizia, operatori sanitari, associazioni. Oguno si dà da fare a modo suo. Le istituzioni organizzano un ciclo di seminari e laboratori per farle dialogare

Di sciocchezze su Perugia e la droga se ne sono dette e scritte tante. Esiste un problema, certificato dai numeri e sotto gli occhi di tutti, ma le speculazioni e le strumentalizzazioni, negli anni scorsi, si sono sprecate. Nell’aprile del 2014 è uscito La droga in Umbria, un corposo dossier curato da Fabrizio Ricci e Matteo Tacconi per conto della Regione e dell’associazione Libera che ha raccolto saggi, inchieste e interviste sul tema. Ne è emerso un quadro articolato e complesso, in cui si analizzano i molti dati a disposizione delle autorità, sanitarie e non, e si cerca di indagare sugli aspetti sociologici, scientifici e, certo, criminali della materia. Una lettura che chiunque, e in special modo qualsiasi giornalista o intellettuale o uomo politico, prima di esprimere un pensiero o un’opinione sulla situazione perugina (che è senza dubbio quella più delicata in tutta la regione), dovrebbe affrontare.

Oggi, a quasi un anno di distanza, le istituzioni tornano a occuparsi dell’impatto della droga sulla comunità umbra. Lo fanno con un’iniziativa di lungo respiro organizzata nell’ambito delle attività sviluppate dal Protocollo d’intesa su prevenzione e contrasto delle dipendenze siglato nell’autunno del 2013 da numerosi enti, dalla Regione alla Prefettura di Perugia, passando per Comune e Provincia di Perugia, forze dell’ordine, Usl e università.

Un progetto ambizioso e coraggioso, e tutt’altro che semplice: l’idea è quella di mettere a confronto tutte le realtà coinvolte, in un modo o nell’altro, nelle varie attività di risposta al “problema droga”. Quindi politica, servizi sociali e sanitari, scuole, associazioni cittadine e giovanili, oratori, giornalisti, cooperative sociali e operatori del terzo settore, forze dell’ordine. Soggetti che molto spesso faticano a parlare tra di loro, e solitamente tendono a concentrarsi su soluzioni e metodi elaborati in autonomia. I promotori di questo progetto ritengono che dal dialogo possa invece scaturire un approccio più ricco, consapevole ed efficace.

Per questo hanno allestito un fitto programma di incontri che si articolerà tra febbraio e maggio: tre seminari e cinque laboratori dedicati all’approfondimento del tema delle dipendenze, con una particolare attenzione alla prevenzione e al trattamento. La volontà è quella di superare le vecchie liturgie e i vecchi steccati, mettendo gli adolescenti a contatto coi poliziotti, i carabinieri con le unità di strada, le associazioni cittadine con la stampa.

Ognuno porterà la propria esperienza, spiegando metodologie e finalità della propria azione e avanzando agli altri proposte e richieste. Seminari e laboratori si svolgeranno tra la Scuola Umbra di amministrazione pubblica di Pila e spazi inediti del tessuto urbano. Il primo appuntamento è per mercoledì 11 febbraio alla Sala d’Onore di Palazzo Donini, dove si terrà una giornata di presentazione dell’intero progetto, intitolato Comunicare, condividere, partecipare, alla presenza delle istituzioni locali e con interventi di studiosi, operatori e rappresentanti del ministero dell’Interno.

Poi, il 27 febbraio, il primo seminario, focalizzato su caratteristiche delle sostanze, dipendenze e mercato (cinema Méliès, dalle 9 alle 17). Per iscrizioni e informazioni è possibile visitare il sito www.villaumbra.gov.it. «Luoghi Comuni» seguirà da vicino l’intero percorso, dedicandogli spazio in ogni numero da qui alla sua fine.

Testo di Giovanni Dozzini

 

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