Logge di Braccio. Parliamone ancora

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Logge di Braccio. Parliamone ancora

A «Luoghi Comuni» la vicenda delle Logge di Braccio interessa molto. Come dovrebbe interessare a qualsiasi perugino. La storia è nota: Eugenio Guarducci, Mr Eurochocolate, è sul punto di aprire una cioccolateria griffata Perugina nel locale che fa angolo, con tanto di tavolini a riempire il loggiato contiguo alla scalinata del Duomo. Dall’altra parte c’è un’associazione che si chiama Umbria Grida Terra a cui questo progetto non va proprio giù. Perché le logge sono patrimonio della collettività, dicono, e a disposizione della collettività devono rimanere.

Nelle scorse settimane lo scontro tra la Gioform di Guarducci e i ragazzi di Umbria Grida Terra si è fatto rovente. A fronte dei dibattiti pubblici convocati con grande frequenza dall’associazione, Guarducci ha presentato il progetto alla stampa in grande stile, alla presenza del sindaco Andrea Romizi e dei vertici della Curia. Che, attenzione, è la proprietaria degli spazi in questione. Locale e loggiato. La differenza, curiosa, è stata questa: ai dibattiti organizzati da Umbria Grida Terra erano invitate tutte le altre parti in causa, ma tra Gioform, Comune e Curia non se n’è presentata nessuna; alla presentazione della cioccolateria Umbria Grida Terra non era invitata, ma s’è presentata lo stesso.

A noi pare che il dibattito che si è aperto sulla questione sia un fatto positivo. Prima ancora di scendere nel merito, l’esistenza di un confronto sulla destinazione d’uso di uno spazio di grande valore storico e architettonico è per la città un segnale di vitalità. Discussioni del genere dovrebbero riguardare, a nostro avviso, la sorte e l’utilizzo di tutti i luoghi più significativi del tessuto urbano. Ed è questo che ci preme più di ogni altra cosa. La legittimazione degli argomenti, dei punti di vista e dei soggetti coinvolti.

Il fatto che le Logge siano di proprietà della Curia, in particolare, ci sembra non possa tenere la Curia stessa al riparo da ogni obiezione in merito alla destinazione che gli vuole conferire. La rilevanza pubblica di quegli spazi è patente. Tanto meno ci convince la tesi, invero un po’ riduttiva, secondo cui è meglio che il loggiato si riempia di clienti seduti ai tavolini del bar piuttosto che rimanere il “pisciatoio” in cui si era trasformato negli ultimi anni. Quando bisogna prendere delle decisioni del genere, esistono sempre delle alternative. Tra i tavolini di una cioccolateria e un pisciatoio ci possono essere sempre delle vie di mezzo.

Ecco, di questo siamo convinti. È legittimo che Guarducci voglia piazzare i propri tavolini nel loggiato, così come è legittimo che Umbria Grida Terra la pensi diversamente. La legittimità che più ci interessa riguarda però da una parte la Curia, e dall’altra la Sovrintendenza delle Belle Arti e del Paesaggio dell’Umbria. La prima è chiamata a spiegare perché per anni ha lasciato in stato di abbandono lo spazio, salvo poi concederlo in affitto a un privato, ad usi privati, con conseguente notevole guadagno. La seconda a spiegare fin dove, un progetto come quello della Gioform, può spingersi.

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Ed è proprio a questo punto che siamo arrivati. Ieri sera Umbria Grida Terra ha reso noto un parere ufficiale della Sovrintendenza, protocollato in Comune l’11 maggio 2016, in cui la collocazione degli arredi esterni prospettata nel progetto della Gioform viene definita “eccessiva e non appropriata al valore storico-architettonico delle Logge”. Ragione per cui la stessa collocazione “non si approva nella configurazione proposta”. Ecco, quindi, l’unica scappatoia possibile: “Si potrà, in alternativa, prevedere l’occupazione degli spazi esterni per la sola ampiezza corrispondente ai fronti dei locali interni con l’esclusione della porzione rimanente per la quale dovrà essere mantenuta la piena godibilità pubblica”. Niente tavolini nel loggiato, quindi.

Ma Guarducci non si è perso d’animo. E ha prontamente replicato spiegando che all’indomani della notifica di quel parere negativo, il 12 maggio, si sarebbe tenuto un incontro tra il sovrintendente Mario Squadroni, l’assessore al Commercio del Comune Cristiana Casaioli, il vescovo ausiliare Paolo Giulietti e lo stesso Guarducci, alla presenza dei tecnici referenti dei vari soggetti. E che da quel tavolo sarebbe uscita una fumata bianca: sì ai tavolini, che nella loro nuova disposizione permettevano di mantenere “pubbliche le sedute di travertino grazie al mantenimento di una fascia di rispetto che perimetra tutta l’area”. Pertanto “la Sovrintendenza si impegnava in quella sede a stilare un nuovo parere in sostituzione/integrazione a quello precedentemente redatto. Il suddetto documento ci risulta già pronto alla firma del Sovrintendente ad interim Dr. Squadroni”. Tutto a posto, quindi?

Pare proprio di sì. Il sovrintendente Mario Squadroni, raggiunto telefonicamente da “Luoghi Comuni”, ha confermato quanto sostenuto da Guarducci. Precisando: “Abbiamo rettificato la nostra posizione perché è cambiato il progetto della Gioform. Inizialmente avevano previsto una quantità di tavolini francamente inaccettabile. Poi, di fronte al nostro parere negativo, hanno ridotto di molto l’ingombro”. Squadroni è fuori Perugia, parla del dossier a braccio, ma ritiene che “adesso i tavolini saranno non più di quattro, forse sei. Ci saranno dei corridoi nel perimetro interno, larghi più di un metro, che permetteranno ai visitatori di godere della vista del sito senza dover per forza consumare”. Questa, dice il sovrintendente, “è una soluzione equilibrata, che tiene insieme l’esigenza di tutelare degli importanti beni culturali e quella di favorire un progetto imprenditoriale sul quale sono stati già fatti degli investimenti e che darà lavoro a delle persone”.

E poi, anche il sovrintendente la vede così, “meglio questo di quel che c’era prima”. A tal proposito, essendo un bene di tale valore storico-architettonico di proprietà di un privato, è da considerarsi tollerabile che negli anni passati questo privato lo abbia lasciato in uno stato di tale degrado? “No, in effetti non sarebbe tollerabile. Ma la Curia ci ha spiegato che di spazi del genere ne ha così tanti che non riesce a provvedere alla tutela di tutti. In questo modo almeno il Loggiato ne esce recuperato”.

L’evoluzione della faccenda, come si vede, non è così lineare. Per questo, lo ribadiamo, il dibattito che si è aperto in merito è un dato estremamente positivo. Per questo «Luoghi Comuni» ha deciso di impegnarsi per organizzare un incontro pubblico alla presenza di tutti i soggetti coinvolti. Sono tanti, e non sarà semplice. Ma ci stiamo lavorando. Vi faremo sapere presto.

 

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