La rete forte di Ponte Solidale

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La rete forte di Ponte Solidale

Le scuole. Gli editori. Gli scrittori. Le biblioteche. E poi quelli che studiano, che indagano la realtà, quelli che nella società hanno scelto di svolgere ruoli di raccordo, di fare da tramite tra la gente, tra chi ha da chiedere e chi ha da offrire, si tratti di un sostegno materiale o di conoscenza pura e semplice. Di cultura. Eccoli, i protagonisti di Un viaggio lungo un libro. Sei incontri d’autunno organizzati da Ponte Solidale, la Bottega del commercio equo e solidale di Ponte San Giovanni, paese sul Tevere che in pochi decenni si è trasformato in una piccola città quasi aggrappata alla città di sempre, a Perugia, che coi suoi campanili svetta poco più su.

«Volevamo uscire dalla bottega e parlare a gente diversa», dice Stefania, che alla Bottega dedica moltissimo di sé. Insieme a lei e a Fabrizio, nella squadra di questo progetto, c’erano Luisa e Imma, Luisa che ha passato una vita a portare il suo amore per la lettura nelle scuole, Imma che è arrivata da Cartagena per capire meglio cosa significa lavorare in un settore, quello del commercio equo e solidale, che nella sua porzione di Spagna si conosce pochissimo. Una squadra affiatata, colorata. Efficace.

Per uscire dalla bottega Ponte Solidale ha deciso di chiedere ospitalità alle biblioteche della città, e le biblioteche hanno risposto con entusiasmo, pressoché tutte: Villa Urbani, San Matteo degli Armeni, la Sandro Penna, naturalmente Biblionet, che è dietro l’angolo. È rimasta fuori solo l’Augusta, e in più si è fatta coinvolgere la Gianni Rodari di San Mariano di Corciano.

I sei incontri, nelle intenzioni degli organizzatori, dovevano essere l’occasione per valorizzare prodotti ed esperienze con cui in bottega sono abituati ad avere a che fare da tempo. Piccoli editori indipendenti, autori, cooperative. Farli conoscere agli studenti delle scuole del territorio, agli insegnanti, ai bibliotecari, agli addetti ai lavori e ai cittadini comuni. «Il pubblico in certe occasioni non era numeroso quanto avremmo voluto», confessa Luisa, «ma la sua qualità è sempre stata alta». Vero. Chi opera nel sociale, nella cultura, sa che spesso è il peso specifico delle relazioni a fare la differenza, più della quantità. Un viaggio lungo un libro ne è stato una dimostrazione patente. Quanto ai ragazzi delle scuole, Imma è certa di quanto bene gli abbia fatto partecipare: «Sono entrati in contatto con storie a volte dure e dolorose, ma reali, vicine. Prima si sanno, certe cose, meglio è».

Sei incontri in totale, quindi, e cinque biblioteche. Perché il primo di questi incontri si è svolto in bottega, coi ragazzi della cooperativa Shadhilly, che si occupa di importazione e distribuzione di caffè equo e solidale.

«Ogni occasione per poter raccontare e condividere le storie delle comunità di piccoli produttori di caffè con cui siamo in relazione, per dar voce alle loro lotte e conquiste, è per noi un’opportunità preziosa», dice Matteo Graziosi. «Averlo potuto fare in una Bottega del Mondo, in mezzo a dei volontari e degli amici appassionati e attenti è stato un vero onore per noi. Abbiamo potuto condividere la frenesia degli ultimi preparativi per rendere la bottega più bella e accogliente, così come i sorrisi e gli abbracci dei soci, amici e clienti che pian piano hanno riempito il locale per partecipare alla festa e al nostro intervento. Siamo rimasti stupefatti, sinceramente non ci aspettavamo di sabato mattina un pubblico così numeroso, partecipe e attento che per quasi due ore ha avuto la pazienza di starci a sentire e di farci domande puntuali sui produttori, sul prezzo equo e sul caffè».

Poi si è cominciato a parlare di editoria, dei libri che si possono trovare in bottega tutti i giorni dell’anno. Federico Appel, romano, è uno che in questo campo fa di tutto: lavora in una casa editrice, scrive, disegna. A Perugia è venuto per parlare del suo Pesi massimi (Sinnos), una raccolta di storie a fumetti di grandi sportivi che si sono distinti anche fuori dal ring o dai terreni di gioco, da Cassius Clay al centravanti cileno Carlos Caszely. Alla biblioteca Sandro Penna di San Sisto aveva davanti decine di studenti delle medie, a Ponte Solidale ha voluto regalare una splendida striscia.

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Quindi l’esperienza nelle carceri minorili della cooperativa fiorentina C.A.T., coi cd prodotti insieme ai giovani detenuti, di fronte a un pubblico composto da ragazzi appena più giovani, quelli delle medie di Ponte San Giovanni, che riempiva la sala di Biblionet. «Sinceramente, non poteva andare meglio di così», spiega Angelo Tomasi. «Nonostante prima dell’incontro fossi un po’ in ansia per l’età dei ragazzi in relazione agli argomenti di discussione, posso dire che il risultato è stato senza dubbio positivo. Dopo una fase iniziale apatica e, a tratti, confusionale, l’interesse dei partecipanti è andato in crescendo, sono nati nuovi spunti, inaspettati, per un confronto più approfondito e acceso. L’interazione con la classe si è fatta via via più semplice e naturale, ogni curiosità è emersa senza vergogna o timidezza anche riguardo ad argomenti collegati al laboratorio in carcere come la sessualità e l’omofobia». Quanto all’accoglienza di Ponte Solidale, pochi dubbi: «È stata fantastica, belle persone, bel contesto, un’esperienza che rifarei subito».

Da Firenze a Milano, da Milano di nuovo in Toscana, ma a due passi dal Trasimeno. Ecco come è più o meno andata la vita di Ilaria Maurri, che ha raccontato i libri di Carthusia Edizioni, dove lavora da anni, alla biblioteca Villa Urbani: «Da tempo ormai Carthusia edizioni, in modo più o meno continuativo, collabora con la Bottega Ponte Solidale. Sono molti i “ponti” che abbiamo in comune e le due realtà si erano spesso incrociate: ma mai incontrate! L’entusiasmo con il quale abbiamo accettato di partecipare al progetto nasceva dalla stima ma anche dalla voglia di conoscere in prima persona una realtà “amica da lunga data” e cogliere l’occasione per dare voce al nostro lavoro e mettere le basi di una collaborazione, una possibile sinergia che è alla base del lavoro di chi a vario titolo si muove in ambito sociale».

Ed ecco il discorso del peso specifico del pubblico che torna, cruciale: «Nell’incontro di mercoledì 23 novembre, fra il purtroppo poco pubblico, ho incontrato persone appassionate, competenti, curiose e aperte verso chi avevano davanti. Della bella chiacchierata collettiva mi sono portata a casa prima di tutto l’incoraggiamento a proseguire con il nostro, non facile, lavoro di editori per bambini e ragazzi che affrontano argomenti difficili, ma anche spunti per nuove riflessioni, altri punti di vista e nuove conoscenze dalle quali spero possano nascere proficue collaborazioni».

Poche ore dopo, a San Matteo degli Armeni, sarebbe arrivato Duccio Facchini di Altreconomia, per parlare del suo libro Troll’s Inc. (Altreconomia edizioni) e dello stato di salute dell’informazione, dal rapporto tra il giornalismo e la Rete all’influenza crescente della pubblicità sui contenuti media. «La crescita dei social network e del modello di “informazione” che a questi s’accompagna», racconta lui, «ha reso ancor più interessante il confronto con i cittadini-lettori, incuriositi dalle dinamiche che muovono la produzione giornalistica in un settore fagocitato dalla pubblicità – pressoché l’unico canale di sostenibilità online».

E quando si tratta di progetti del genere la scelta dei luoghi non è mai casuale, né secondaria. Lo conferma lo stesso Duccio: «La biblioteca San Matteo degli Armeni di Perugia non è stata solamente la cornice, il luogo del confronto. Perla cittadina fuori le mura, custode della biblioteca di Aldo Capitini, la biblioteca che accoglie e cura anche un giovanissimo e coraggioso Giardino dei giusti del mondo s’è rivelata la collocazione più azzeccata per una discussione aperta sulla qualità dell’informazione, sulla responsabilità dei nuovi “colossi” (da Facebook a Twitter), sulle modalità di utilizzo dei “naviganti” più giovani, sulla deontologia giornalistica che nell’era del digitale-istantaneo pare più un orpello che una conquista, sul “controllo” dei poteri. Ecco, gli editoriali pubblicati sul periodico di Capitini “Il potere di tutti” su pubblicità e nuovi media sono stati un confronto straordinario, a fine chiacchierata. Merito dei preparati curatori di San Matteo degli Armeni. Alto segno della lungimiranza degli organizzatori».

A chiudere, alla biblioteca Gianni Rodari, piccolo gioiello ricavato nel cuore di un quartiere residenziale e ancora in cerca di un’identità propria come il Girasole di San Mariano, un incontro sui libri di Tolbà, e in particolare sulla Valigia dei ventagli, dedicato al tema delle mutilazioni genitali femminili. Un incontro senza editori, purtroppo, perché Matera è lontana e gli impegni a volte si accavallano, ma di grande intensità. Letture, idee a confronto, e il contributo prezioso di Chiara Polcri della Fondazione Angelo Celli, che all’argomento ha dedicato studi approfonditi, con particolare attenzione all’incidenza sulla comunità locale.

Un viaggio lungo, quindi, davvero. Un viaggio che ha toccato sei porti diversi, arricchendosi man mano di nuove storie, nuove voci, nuove relazioni che oggi, alla fine di tutto, rimangono, e sono pronte a crescere e svilupparsi. Ponte Solidale ha costruito una rete che appare già solida, forte, e forse ancor più ampia di ciò che si sarebbe potuto immaginare.

di Giovanni Dozzini

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