La cultura del coraggio

La cultura del coraggio

L'associazione Il coraggio della paura racconta le proprie esperienze per portare nella società una cultura più consapevole, che permetta di prevenire i casi di violenza e di aiutare chi la subisce

«Non riusciamo a concepire la violenza. E l’insegnamento che abbiamo dedotto dalla nostra attività è che il modo migliore per uscire dalla gabbia della violenza è parlarne. È ciò che diciamo a tutti: parlarne, con un amico, con un vicino, con una sorella. Non è facile. Spesso parlare di questi problemi è una vergogna, per paura del giudizio, anche delle persone care. Però la strada è quella. Per adempiere il nostro impegno principale, quello contro la violenza sulle donne, puntiamo sull’informazione e sui convegni. Sappiamo che non si tratta di un argomento semplice, noi insistiamo a volerne discutere il più possibile coi giovani, cercando di modificare la loro visuale. Partecipiamo a incontri con le scuole, ma organizziamo anche partite di burraco. Siamo circa cinquanta, i sogni sono tanti, su tutti quello di una casa per le donne vittima di violenza. Intanto la cultura del CORAGGIO l’associazione vuole sensibilizzare e informare, e – dove possibile – dare un supporto. La violenza è un problema culturale. La nostra volontà è partire dalla cultura del futuro, e quindi dai ragazzi, toccando in primo luogo argomenti che sono vicini a loro. Siamo riusciti a coinvolgerli in un convegno su bullismo e cyber-bullismo, ad esempio, per cominciare ad approcciarsi ai problemi che potrebbero vivere anche nella realtà virtuale, tramite i social network, a partire da Facebook e WhatsApp. Quando la violenza diventa cultura è difficile capire che invece è sbagliata. Il coraggio della paura è proprio questo, ci vuole coraggio per reagire, ma se trovi chi ti dà una mano il coraggio diventa più grande. Per tenersi informati sulle attività dell’associazione si può seguire la pagina Facebook, oppure scrivere all’indirizzo email: ilcoraggiodellapaura@libero.it».

Testo di Agostino Cefalo

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