La capitale del carnevale

Foto di David Montiel
Foto di David Montiel

La capitale del carnevale

San Sisto e i suoi carri allegorici, trentasei anni di storia
A San Sisto, come ogni anno, il Carnevale verrà festeggiato in modo speciale. La celebre sfilata dei carri dei rioni del popoloso quartiere perugino è giunta alla sua trentaseiesima edizione. Il lavoro che permette lo svolgimento di questa manifestazione è enorme e noi siamo andati a spiarlo dietro le quinte, ospiti dell’associazione Carnevale – I Rioni, che incarna la vera anima del progetto.

Foto di David Montiel

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La longevità dell’evento è il frutto di un’inestinguibile passione che anno dopo anno spinge gli organizzatori a ripetere gli sforzi necessari al successo della celebrazione. Nei preparativi sono coinvolti uomini, donne, ragazzi e bambini. «L’obiettivo è appunto questo: trascinare e attrarre tutta la gente di San Sisto che voglia partecipare. Soprattutto i più piccoli, per passare a loro il testimone del nostro entusiasmo», dice Walter, membro dell’associazione. «Contestualmente a questo progetto, infatti, sono già attivi alcuni laboratori di creazione di maschere e altri manufatti nelle scuole materne, elementari e medie. E lo scopo è quello di arrivare a formalizzare una vera e proprio iniziativa in collaborazione con tutti gli istituti di formazione scolastica di San Sisto. I bambini sono e saranno la nuova linfa, il futuro della manifestazione». I partecipanti alle varie fasi di manodopera della realizzazione dei carri sono componenti di tutto il tessuto sociale della frazione perugina, membri dell’associazione organizzatrice e non. Il loro lavoro è volontario, gratuito, e anzi molti si trovano spesso a contribuire di tasca propria all’acquisto di materiali e strumenti. Nel capannone all’interno del quale veniamo accolti la temperatura è glaciale, e ci ritroviamo sovrastati dagli scheletri metallici e mastodontici dei carri, l’ossatura di opere nascenti ricoperta ancora solo parzialmente di polistirolo e vecchi fogli di giornale. Un uomo intreccia un groviglio di fili circondato dalle scintille prodotte dalla saldatura che sta effettuando. Alcune donne si dedicano a meticolose procedure di decorazione. Tutti lavorano in un’atmosfera rilassata e scherzosa.

«Quelle che vedete all’opera sono persone che vengono qui quotidianamente e semplicemente per il gusto di farlo. Chiunque venga a darci una mano è ben accetto. La costruzione dei carri ci impegna da fine ottobre/inizio novembre e prosegue poi ininterrottamente», confida Walter. Ogni rione avrà la sua creazione e ciascuna di esse sta prendendo forma lentamente. Gli uomini che le plasmano mostrano un’abilità manuale sopraffina.
L’artigianalità diventa un valore aggiunto, anziché un ostacolo. I fondi sono limitati. Per realizzare l’evento, l’associazione si autofinanzia con una raccolta di offerte porta a porta e con i contributi di cittadini e negozianti di San Sisto. «I veri fattori che determinano la riuscita del Carnevale sono la nostra dedizione e la nostra esperienza. E sarà così anche quest’anno», confessano orgogliosamente alcuni degli uomini al lavoro.

Le date delle sfilate sono sei. L’8, il 15 e il 17 febbraio a San Sisto. Le prime due avranno luogo di domenica, l’ultima coinciderà con il martedì grasso e si svolgerà in notturna. Poi le tappe fuori dai confini del paese: il 13 febbraio in Corso Cavour, il 14 in Via Mazzini, e il 22 al centro commerciale Quasar Village di Corciano. La principale novità dell’edizione 2015 sarà il concorso Sisto’s Cosplay Contest, una gara di costumi ispirata a quella analoga organizzata ogni anno alla fiera Lucca Comics. Se lo spazio per il divertimento è assicurato, nemmeno i buongustai rimarranno delusi. Le sfilate saranno accompagnate dal lancio di una quantità totale di circa cinque quintali di cioccolato dai carri e da una degustazione di pesce imbandita da un’associazione di albergatori e ristoratori che arriverà direttamente da Torrette di Fano.

 

Testo di Mattia Giambattista

Associazione Carnevale

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