Il verde di tutti

Foto di Sonia Sorci
Foto di Sonia Sorci

Il verde di tutti

Il progetto Empatic adotta il parco urbano di Ponte San Giovanni

La grande linea verde che unisce la città il 19 aprile scorso ha raggiunto Ponte San Giovanni per una giornata di pulizia volontaria, festa, gioco e condivisione. Dopo Ponte Felcino e l’Ottagono è stata la volta del parco urbano di Ponte San Giovanni, “adottato” per l’occasione dal progetto Empatic – Empowerment Associazioni e Volontari Immigrati per la Comunità.

In realtà tutto è nato qualche mese prima, per la precisione il 27 febbraio, durante una pubblica assemblea di cittadini organizzata con l’intento di avviare una ri-progettazione dal basso del più grande spazio pubblico del quartiere. È iniziato in quell’occasione un grande laboratorio di progettazione partecipata sul parco: potenziale simbolica piazza diffusa del quartiere, che si sviluppa da via Catanelli al parco Bellini, alla cui ri-vitalizzazione stanno partecipando gli abitanti, di varie nazionalità, le associazioni, gruppi formali e informali di cittadini, professionisti volontari. Incoraggiati da qualche precedente esperimento ben riuscito di economia collaborativa (l’organizzazione del Piebibus scolastico, la realizzazione di una raccolta fondi per l’acquisto di nuove attrezzature per il parco giochi Ponteland, la grande festa del 2 giugno scorso Ponte In Corso…) abbiamo osato riprovarci e così sono fiorite tante proposte nel nostro albero delle idee per il parco.

Abbiamo così cominciato a lavorare alla realizzazione di ciascuna di queste idee e la giornata del 19 aprile è stata una prima concretizzazione. Una seconda, in via di realizzazione, è la little free library, realizzata dagli artigiani della Pro Ponte e pronta per essere installata al parco. Prossimi obiettivi in cantiere sono l’area fitness e il mini-impianto di atletica, interventi che richiedono notevoli investimenti ma che darebbero occasione di fare attività all’aria aperta a tutti, svolgendo un ruolo protettivo per le fasce economicamente più deboli della popolazione, e che rappresenterebbero importanti risorse per la promozione della salute, contribuendo al benessere e alla socialità dei cittadini. Alla giornata del 19 aprile al parco hanno partecipato tanti cittadini e numerose organizzazioni dando prova di una sinergia perfetta, spontanea ed efficace che esiste all’interno della nostra comunità.

Cosa potrebbe andare storto in questo processo? Abbiamo analizzato molti fattori, certamente non avremmo potuto immaginare di doverci confrontare, pochi mesi dopo aver iniziato a collaborare, con una specie di  “controproposta” che l’amministrazione comunale aveva in serbo per il nostro parco: realizzare nell’area due nuovi edifici destinati a ospitare tutti i servizi comunali dislocati in vari luoghi del quartiere. Proposta progettuale presentata durante il consiglio comunale aperto del 30 marzo come soluzione per disdire gli ingenti affitti che gravano il Comune.

Le reazioni dei cittadini sono state le più svariate, durante la festa del 19 aprile abbiamo avuto la possibilità di parlarne, con non poca preoccupazione per l’ennesima colata di cemento, seppur a basso impatto. Abbiamo informato altri cittadini con dei pannelli fatti dai bambini, abbiamo potuto confrontarci direttamente con il sindaco Andrea Romizi, che come di consueto ha partecipato alla giornata organizzata da Empatic. L’interlocuzione è ancora aperta, e ci auguriamo presto di poter fare un passo avanti nella direzione della sensatezza e non uno indietro sul piano dell’astrazione concettuale.

Testo di Sonia Sorci

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