I mondi animati del coniglio

I mondi animati del coniglio

La grande distribuzione cinematografica ci ha abituati, ormai da molto tempo, a un certo tipo di animazione: Walt Disney, Pixar, principesse che salvano mondi incantati, eroi con poteri incredibili e con la giusta dose di comico, così vincenti economicamente e tecnicamente da impedirci la visione di tutto quello che c’è oltre. Aprire una fessura su tutto il resto del mondo animato è di sicuro il primo scopo che il RabbitFest – Festival Internazionale di Cinema di Animazione si pone da ormai cinque anni. Portare sul grande schermo le novità di giovani autori pieni di talento, scoprire la quantità di tecniche utilizzate, dall’acquarello al 3D, sorprendersi per la ricchezza dei temi, delle idee, delle storie che possono essere raccontate attraverso l’animazione, un universo che tramite la creatività ci mostra la vita in tutte le sue sfumature. Da cinque anni, ai Giardini del Frontone di Perugia, il RabbitFest porta il meglio dell’animazione internazionale, raramente distribuita in Italia: dai cortometraggi, piccoli capolavori selezionati e premiati in tutto il mondo come Feral, in programma agli Oscar 2014, fino ai lungometraggi, come il film spagnolo Arrugas proiettato al RabbitFest nel 2012 e diventato un successo cinematografico nel 2013.
Quest’anno il coniglio arriva al suo quinto compleanno, un’edizione importante per l’associazione culturale Skunk, un gruppo di persone che dalla sua nascita porta avanti la passione per il cinema e la voglia di promuoverlo in tutte le sue sfaccettature, e che proprio dall’unione di caratteri e competenze diverse ha creato il RabbitFest, crescendo poi insieme ad esso. Le difficoltà durante l’organizzazione del festival, la ricerca dei finanziamenti, la costruzione di un programma che possa portare novità e arricchimento per il pubblico, sono state affrontate, fin dalla prima edizione, con l’entusiasmo e la voglia di creare qualcosa che non sia solo la semplice visione cinematografica ma anche la possibilità di scoprire orizzonti nuovi, di costruire una rete di legami e opportunità con altri festival e associazioni in tutta Europa. E la risposta del pubblico, fin dall’inizio, è stata la prima e più importante spinta, perché si è dimostrata da subito forte, non solo per il numero (oltre 600 persone a serata) ma per l’interesse e la voglia di saperne di più. L’obiettivo è quello di lavorare in maniera continuativa creando eventi e occasioni di scambio, in campo cinematografico e non solo, per stimolare la creatività e la sua promozione. Proprio per questo l’associazione Skunk ha creato, con la quinta edizione, una piattaforma di crowdfunding, un modo per far conoscere al resto del mondo il progetto del RabbitFest e per dare a chi segue il festival, agli amici e agli operatori del settore l’opportunità di sostenere il festival con diverse modalità.
Per festeggiare gli anni del Coniglio l’associazione ha voluto arricchire la manifestazione in diversi modi: più giorni di proiezione e una giornata dedicata ai bambini, il RabbitKids (mercoledì 11 giugno), con attività e cortometraggi per il mondo dei più piccoli. Inoltre la seconda edizione del concorso internazionale per corti d’animazione avrà due premi, uno assegnato dalla direzione artistica del festival e uno da una giuria tecnica internazionale. Il 16 giugno il RabbitOff, sezione dedicata alle avanguardie digitali e ai video sperimentali, concluderà il RabbitFest con la presentazione del gemellaggio con il Golden Kuker, festival di animazione bulgaro, in occasione della quale verranno presentate due selezioni sul meglio dell’animazione bulgara e italiana.

Testo di Francesca Chiappalone

Sito RabbitFest

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