Ars et labor

Ars et Labor

Assaggi di musica classica per tutti
Perugia, mercoledì, ore 11, c’è bel tempo, un invito a passeggiare. Ho sentito dire che via della Viola sta vivendo un periodo di rinascita, è piena di negozietti invitanti. Ci voglio andare. Sto guardando una piccola vetrina piena di profumi d’altri tempi. Alla mia sinistra sento dei suoni. Continuano, che cos’è? Faccio pochi passi e mi trovo davanti a una stanza. Vedo un pianoforte verticale e due strumentisti ad arco. Ma questa musica la conosco, è senza dubbio Haydn. Che meraviglia, Papà Haydn! Mi fermo in ascolto. Continuando a suonare, i musicisti mi fanno cenno di accomodarmi. Non mi pare vero, mi siedo subito. Che si può dire di fronte a un capolavoro offerto così su un piatto d’argento? Se è vero che la musica ingentilisce l’animo (ed è vero), quale occasione migliore per goderne?

Approfittando di una pausa mi permetto di fare qualche domanda. «Ma cosa fate? State provando? Chi siete?». La pianista, Christa Bützberger, sorridendo, comincia a raccontare: «È da quasi un anno che proponiamo in questa stanza ogni giovedì un incontro con un capolavoro della musica classica. Convinti che dobbiamo trovare formule alternative al ‘concerto’ nel senso tradizionale, abbiamo scelto quest’ambiente. Qui si può godere ogni settimana di una singola composizione, in varie formazioni: pianoforte, violino o violoncello da soli o in duo o in trio. Raccontiamo in ogni incontro com’è nato il brano, leggiamo dalle lettere, dai diari, e soprattutto incoraggiamo gli ascoltatori a interagire con noi, ponendo domande, chiedendo di riascoltare qualcosa, magari un punto specifico che li ha colpiti, vale a dire a uscire da un atteggiamento passivo verso ciò che ascoltano».
«E come scegliete il repertorio?». «Siamo condizionate dalle specifiche caratteristiche di questa stanza. Pochi sanno che ciò che rende la musica un’esperienza unica è il fatto che la forma definitiva di un brano dipende dallo spazio in cui viene eseguito. Il tempo, per nominare l’aspetto più rilevante, dipende dall’acustica dell’ambiente. Ecco la ragione per cui ci senti provare stamattina: anche se ormai conosciamo bene questa stanza e questo pianoforte, per ogni brano ci vuole un certo numero di prove per arrivare alla forma definitiva. Del resto sei benvenuto, perché le prove qui sono sempre pubbliche. È l’occasione migliore per conoscere un pezzo, ‘vederlo nascere’, per poterlo poi vivere ‘tutto d’un fiato’. Qui abbiamo un pianoforte verticale: dunque facciamo Haydn, Mozart, il primo Beethoven e Schubert, dove i limiti dello strumento sono meno evidenti. Ma abbiamo anche osato qualche Schumann e Chopin».

Magnifico, non vedo l’ora di tornare. «Ma voi insegnate anche?». Risponde la violinista, Sara Gianfriddo: «Certamente. La nostra scuola si chiama La Bottega di Ars et Labor. Offriamo corsi per principianti, bambini e adulti, corsi per chi sa già suonare uno strumento e corsi indirizzati a professionisti». «E come conciliate concerti e insegnamento?» Héloïse Piolat, la violoncellista, s’appassiona: «Questo dualismo non esiste per noi. Abbiamo un mestiere che amiamo: ci piace condividere questo tesoro, sia suonando sia insegnando. La straordinaria esperienza di avvicinare in prima persona i grandi compositori suonando uno strumento è insostituibile. Per noi è un dovere mettere il nostro know how in comune con chiunque ne abbia l’interesse, bambino, adulto, anziano che sia. Suonare un brano di Mozart o Schubert non è un evento, come chiamano oggi i concerti, ma quotidianità privilegiata».

«E per me sarà un privilegio venire a un vostro concerto! Il prossimo quando sarà?». «In questi giorni suoniamo a Palazzo Penna, e poi a Todi, a Palazzo del Vignola. Qui riprendiamo a novembre con un ciclo dedicato alla produzione del primo Beethoven. Troverai tutte le informazioni, anche per quel che riguarda l’attività didattica, sul nostro sito www.arsetlabor.eu». Bene, penso, che bel regalo. Saluto e mi allontano. Saranno sicuramente concerti affollati.
Testo di Ars et Labor

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